Il parigino Manu è stato un noto batterista a Parigi prima di diventare famoso a livello internazionale grazie al suo lavoro con Peter Gabriel nell'album ‘So’ del 1986. Ha unito la brillantezza delle percussioni ed un groove in uno stile mai sentito prima ed è presto diventato il batterista che tutti vorrebbero.
Biografia:
Da ragazzo Manu ha studiato danza per breve tempo ed a suonato il pianoforte dall'età di sette anni. Ha cominciato a suonare la batteria a 13 anni e a 15 anni ha trascorso quattro anni alla scuola di musica studiando le percussioni. Ebbe un tale successo da vincere un posto al conservatorio, ma decise di continuare a guadagnarsi da vivere suonando la batteria. Ha cominciato a suonare jazz e fusion ma sempre con la sua sensibilità da percussionista. Inoltre negli anni Manu ha suonato spesso percussioni cubane e africane. Era talmente famoso a Parigi da attirare l'attenzione del bassista di Peter Gabriel, Tony Levin. Da quel momento la sua vita è cambiata radicalmente.
Manu è un uomo sensibile e di cultura, molto lontano dall'immagine di batterista che solitamente si ha. Introduce elementi percussivi innovativi nella maggior parte dei pezzi rock. Si ottengono così tessiture dinamiche e versatili. Però è anche in grado di realizzare groove potenti come nel celebre ‘Sledgehammer’ di Peter Gabriel. Inoltre suona con la tecnica dei pollici in alto così come si usa nella tecnica africana. I rim-shot realizzati sui tom sono una riminiscenza degli anni in cui suonava i timpani e costituiscono un altro aspetto caratteristico del suo suono quantomai unico.
Tutte queste caratteristiche stilistiche gettano una nuova luce sui lavori di autori di canzoni quali Sting, Joni Mitchell, Robbie Robertson e Joan Armatrading. Molti degli album in cui lui ha suonato sono stati riconosciuti come dei classici e come i migliori album di questi famosi artisti: ad esempio album quali ‘The Soul Cages’ di sting e ‘Hearts and Flowers’ di Joan Armatrading. Per un attimo Manu era visibile ovunque quindi ha dovuto prendersi un'inevitabile pausa prima di tornare in tour nel 2000 con Sting per promuovere l'album ‘Brand New Day’. Oggi la lista delle partecipazioni di Manu contempla una vasta gamma di nomi tra cui Michael Macdonald, Simple Minds, Dire Straits, The Bee Gees, Tears For Fears, Tori Amos, Tracy Chapman, the Gypsy Kings, Youssou N’ Dour, Al Dimeola, Jan Garbarek e Joe Satriani.
Dotazione Yamaha:
Manu ama la Beech Custom e preferisce i leggeri fusti in faggio rispetto a quelli in acero o betulla. Il suo kit è caratterizzato dalla finitura Canary Yellow (in omaggio a Tony Williams). Comprende una cassa 24”x16”, tom 10”x9”, 12”x10” e 13”x11” e un floor-tom 16”x16”. Manu ha il proprio rullante signature Yamaha e suona sia il modello 14”x5.5” sia il modello 14”x6.5”.
Utilizza l'hardware e i seggiolini Yamaha. Manu ha dato vita anche allo Junior Kit Manu Katch Signature di piccole dimensioni.